Commenti al libro

Riporto qui alcuni dei commenti al libro, ricevuti in questi giorni, che mi hanno lasciata veramente commossa:

26 maggio 2016 Articolo su Donne-Magazine:

La mia vita senza stomaco

Patrizia, 10 giugno 2016:

Ho letto il libro in due pomeriggi come ti ho accennato.
L’idea di affiancare il racconto a un pensiero che sintetizza l’esperienza di quel momento è azzeccatissima.
Hai saputo portarmi mano manina insieme a te, tanto che in alcuni momenti pensavo di abbracciarti.
Quando spieghi nel pensiero 18, di non aver mai pensato di diventare un giorno così magra (nel tuo caso) e di perdere così bruscamente quello che si ha di più caro, la percezione positiva della propria immagine all’esterno, ho ricordato il tuo viso, in quella trasmissione televisiva dove avevano messo alle pareti delle foto giganti di alcune ragazze dei blog.
Mi sembravi un uccellino sperso, ti ho voluto subito bene.
E che dire della musica, grande compagna e grande amore della tua vita (Fred compreso eh), da lei fluisce la tua serenità che ti mette in pace col mondo.
Quando sono in momenti un po’ particolari, anche per me la musica è un bene assoluto.
La musica secondo me, sa mettere in armonia corpo e mente.
In questo momento sto ascoltando Chants, voices of indians, e mi fa un gran bene.
Bellissima la deviazione di percorso voluta da Fred.
Che bell’incontro. Queste son soddisfazioni vero???!!!!!
Hai fatto tantissimo per la sensibilizzazione del come si può vivere senza stomaco, grande e unica pioniera in mezzo a molte difficoltà tue personali, fisiche e non.
Posso solo immaginare l’enorme difficoltà di adattamento del vivere senza stomaco.
Non tralasciando niente del dolore del “prima”, poi l’operazione e la cura ancora peggiore per come tu racconti, ma penso che questo tipo di cancro lasci una responsabilità quotidiana e soggettiva.
Aver voglia di un gelato la mattina e…… rinunciare, un pandoro dopo cena a Natale e …….rinunciare,
uscire subito dopo aver pranzato e fare una passeggiata senza peso e con le stesse forze di prima e……..
rinunciare.
Sembra niente a confronto del non vivere più, ma penso che ci voglia tanto coraggio, tanta forza di volontà, tanto amore, determinazione e tanta intelligenza per sopperire alle rinunce che questo cancro obbliga a fare.

Complimenti per il libro, scritto bene sei veramente una gran bella persona e un brava scrittrice.
Mi auguro lo leggano in tanti.

Graziana, 22 aprile 2016:
Amica cara,
immagino di scriverti una lettera e mentre faccio questo mi lascio avvolgere dalle sensazioni che il tuo libro (o meglio, il libro della tua seconda vita) mi ha regalato.
Sicuramente una narrazione che ad ogni pagina mostra l’irreversibilità di uno stato fisico alla cui amputazione- sì, perché non si vede il moncone, ma di fatto tale è- si deve rassegnare, ma nello stesso tempo trasforma un reale problema in un ostacolo da affrontare “prendendo il toro per le corna.”
Se leggendo i tuoi post ho sempre percepito una forte determinazione a vivere intensamente giorno dopo giorno, scorrendo le righe del tuo libro scopro “l’ambizioso umanitario progetto”, la cui attuazione ha richiesto una perseveranza unica e una carica interiore notevole, viste tutte le limitazioni imposte dalla stanchezza e dagli effetti collaterali legati all’intervento, progetto che non ha dato false speranza (ed è una premessa che hai voluto mettere in chiaro), ma ha permesso a chi si è sentito solo, di iniziare un confronto sulla strada della condivisione, ha permesso a chi si stava lasciando andare di provare a parlarne. Hai saputo entrare in questo “terzo mondo”, perché ad un tratto ti ci sei sentita scagliata improvvisamente e prepotentemente.
Non so cosa mi riserverà il futuro e molte volte ho timore del domani. Ho paura del cancro che potrebbe colpire il mio corpo, ho terrore del cancro morale che mi imprigionerebbe tra sbarre di tristezza, ho l’incubo di essere dimenticata quando ancora il mio cuore pulsa (anche se razionalmente per quest’ultima voce non ho ragione di temere), ma apprezzo la vita in tutte le sue sfaccettature e leggendoti mi son resa conto che davvero un precipitare fino a toccare il fondo di un pozzo può rappresentare il preludio di un modo nuovo di aggrapparsi all’esile raggio di luce che si intravede alzando lo sguardo verso il cielo.
Sono contenta di avere l’ennesima conferma di un mio pensiero: sono convinta che il dolore spesso rischi di inaridire o imbruttire i sentimenti come forma di difesa per un senso forte di ingiustizia , posti violentemente davanti a qualcosa di troppo grande e ingestibile, ma per contro succede che si apra il cuore e la mente alla gioia di piccole conquiste, imparando ad apprezzare una briciola di pane raffermo come se fosse il prodotto caldo e fragrante appena sfornato.
Hai messo a disposizione l’analisi della tua quotidiana battaglia, hai reagito di fronte ad una salita impervia che non lasciava intravedere chiaramente la cima e hai imparato a affrontare i tornanti guardando qualche volta il percorso lasciato alle spalle come prova delle tue grandi “piccole vittorie”, infilandole come perle variopinte (di saggezza e indiscutibile ferrea volontà) nel filo della vita, nel suo altalenante saltellare dallo scenario intrigante, misterioso e riflessivo tra le sfumature della notte a quello esplosivo e accecante di un nuovo e inevitabile giorno che ti ha invitata a non demordere.
Commovente ed emozionante il ruolo della fantastica persona che ti è stata accanto, Federico: sicuramente di ha dato moltissimo, sicuramente ha ricevuto moltissimo.
Grazie infinite per la tua testimonianza.

Amalia Scoppola, 02-04-2016

FINITO!!!! Un libro bellissimo! Semplice, diretto, facile, mai pesante o cupo, serio ma leggero ed emozionante al punto giusto…  Rosie sei stata bravissima, dopo tanti anni, aricordare sensazioni uniche. Mi sono ritrovata in una marea di passaggi, in particolare mi hai fatto ricordare e anche sorridere quando parli del desiderio di tornare “ricoverata”… è stato esattamente così anche per me! E poi i capelli, il senso di “vuoto” dentro, di estraneità con un sé nuovo… lo specchio, i tanti disturbi impalpabili, difficili da descrivere, ma estremamente presenti… Insomma, tutto molto molto bello!!!! E poi brava anche per la parte finale dove metti a disposizione per gli altri tante tue utili conoscenze, sempre con umiltà, ma con precisione e rigore.
Un’ultima cosa: condivido in pieno quel senso di stanchezza un po’ cronico che richiede uno stile di vita più “lento” e la necessità di fare tutto prima di pranzo… un bacio enorme e BRAVA!!!!!!

Sil su Amazon.it 15-04-2016

Un libro che parla della vita (possibile!) di chi vive senza stomaco per colpa di un tumore. Molto chiaro, scorrevole, preciso e pieno di buon senso e desiderio di aiutare gli altri con la propria esperienza. Grazie all’autrice per averlo scritto.

Barbara su Amazon.it 25-04-2016

La storia di Rosie è un una storia di grande forza umana e coraggio contro un’avversita’ che colpisce all ‘improvviso